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Startup

5 errori contabili delle startup

I cinque errori contabili che vediamo più spesso nelle startup in fase iniziale, perché succedono e come evitarli prima che ti costino un round.

Di Marc BernasconiConsulente per startupPubblicato il 12 ottobre 20263 min di lettura

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Quasi tutte le startup commettono gli stessi cinque errori contabili, e all’inizio quasi nessuno è grave. Il problema arriva con il primo round: un investitore chiede i conti, il cap table o i mesi di liquidità, e non c’è una risposta chiara. Ecco i cinque errori, perché succedono e come evitarli senza dedicarci più di qualche ora al mese.

Mescolare le finanze personali e quelle dell’azienda

Cosa succede. Paghi il software dell’azienda con la tua carta, o una cena privata con quella aziendale. A fine anno nessuno ricorda più cosa era cosa.

Perché succede. All’inizio l’azienda sei tu. È la soluzione più rapida e sembra innocua.

Come evitarlo. Un conto e una carta solo per l’azienda fin dal primo giorno. Se paghi qualcosa dell’azienda con i tuoi soldi, conserva la ricevuta e chiedi il rimborso con una nota spese. Se succede il contrario, si registra come un tuo debito verso l’azienda.

Rimandare la contabilità a fine anno

Cosa succede. A dicembre ci sono dodici mesi di estratti conto non riconciliati, fatture mancanti e spese che nessuno sa spiegare.

Perché succede. Il prodotto sembra sempre più urgente. E la contabilità non avvisa quando resta indietro.

Come evitarlo. Un’ora al mese, sempre lo stesso giorno: caricare le fatture, controllare la banca e chiarire i dubbi. Se ce ne occupiamo noi, ti scriviamo prima di ogni chiusura con quello che ci serve.

Tenere il cap table in un foglio che nessuno aggiorna

Cosa succede. Il cap table, la tabella di chi detiene quante quote, vive in un foglio di calcolo fermo a due aumenti di capitale fa. Le opzioni del team sono in un’e-mail.

Perché succede. Ogni operazione si fa di corsa e la registrazione resta per dopo.

Come evitarlo. Aggiornalo al momento di ogni operazione: aumento di capitale, prestito convertibile, opzioni. E verifica che corrisponda al registro di commercio e ai documenti firmati. Un cap table chiaro è il miglior biglietto da visita in un round.

Non accantonare imposte e contributi sociali

Cosa succede. Arriva la fattura delle imposte dell’anno, o il conguaglio dell’AVS, e non ci sono soldi da parte.

Perché succede. Le imposte si pagano mesi dopo aver guadagnato il denaro. Nel frattempo, quel denaro sembra disponibile.

Come evitarlo. Metti da parte ogni mese una quota per imposte e contributi. Come riferimento, i contributi AVS, AI e IPG ammontano oggi al 10,6% del salario, per metà a carico dell’azienda. A questi si aggiungono altre assicurazioni e, se c’è utile, le imposte. Ti diciamo la cifra esatta per il tuo caso.

Non tenere d’occhio la liquidità

Cosa succede. Sai quanto c’è in banca, ma non quanti mesi ti restano. Il round slitta di tre mesi e il conto non regge.

Perché succede. Il saldo bancario è facile da guardare. Calcolare i mesi di liquidità (runway: liquidità disponibile divisa per la spesa netta mensile) richiede cifre aggiornate. Di nuovo, la contabilità in ritardo.

Come evitarlo. Controlla ogni mese tre cifre: liquidità disponibile, spesa netta del mese e mesi rimanenti. Inizia a preparare il round successivo quando te ne restano da 9 a 12, non 3.

La tua lista in cinque punti

  • Conto e carta separati per l’azienda.
  • Un’ora di contabilità al mese, sempre lo stesso giorno.
  • Cap table aggiornato a ogni operazione.
  • Accantonamento mensile per imposte e contributi.
  • Mesi di liquidità calcolati ogni mese.

Se vuoi verificare i cinque punti sul tuo caso concreto, con la consulenza per startup lo facciamo insieme a te: cap table, valutazione e preparazione del tuo prossimo round.

Dati verificati su fonti ufficiali il 26 ottobre 2026. Cambiano ogni anno: confermali prima di agire.

Fonti ufficiali

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